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DOMENICA XVIII (C) L. 193 A Lorenzo dal Pino da Bologna dottore in Legge. Ma noi potremmo dire: « Che farò io, che ho le ricchezze e sono nello stato del matrimonio, se queste cose sono dannazione dell'anima mia?». O carissimo fratello, in ogni stato che l'uomo è, può salvare l'anima sua e ricevere in sé la vita della grazia - ma non mentre sta in colpa di peccato mortale -, poiché ogni stato è piacevole a Dio, e non è accettatore degli stati, ma del santo desiderio. Per cui noi le possiamo tenere quando si tengono con ordinata volontà, poiché ciò che Dio ha fatto, è buono e perfetto, eccetto lo peccato, che non è fatto da lui, e però non è degno d'amore. Le ricchezze e lo stato del mondo, se l'uomo le vuole tenere, egli può, e non offende Dio né l'anima sua: ma se egli le lasciasse, sarebbe maggiore perfezione, poiché maggiore perfezione è a lasciare che a tenere. Ma se egli non vuole lasciare attualmente, deve lasciare e rifiutarle col santo e vero desiderio, e non porre in loro il suo principale affetto, ma solo in Dio; e tenerle per uso dei suoi bisogni e della sua famiglia, e come cosa prestata, e non come cosa sua. Facendo così, non riceve mai pena d'alcuna cosa creata, poiché la cosa che non si possiede con amore, non si perde mai con dolore. Per cui vediamo che i servi del mondo, amatori della bugia, portano nella vita loro grandissime pene, e infine all'ultimo cruciati tormenti. Chi n'è cagione? I disordinato amore che ha a sé e alle cose create, amandole fuori di Dio, poiché la divina bontà ha permesso che ogni disordinato affetto sia insopportabile a sé medesimo. Questo cotale sempre crede la bugia, poiché in lui non è conoscimento di verità, e credesi tenere lo mondo e stare in delizie, farsi Dio del corpo suo, e dell'altre cose che egli ama disordinatamente, ed egli glil conviene lasciare. Per cui noi vediamo che o egli le lassa morendo, o Dio permette che elle ci siano levate dinanzi, e tutto dì lo vediamo: poiché testé è l'uomo ricco, e testé povero; oggi è salito nello stato del mondo, e domane è sceso; ora sano, e ora infermo: e così ogni cosa è mutabile; e sonci levate dinanzi quando ce le crediamo bene stringere, o noi siamo tolti a loro col mezzo della morte, sì che vedete che ogni cosa passa. Per cui, vedendo che elle passano, si debbono possedere con modo e con lume di ragione, amandole con quello modo che si debbono amare; e così tenendole, non le terrà con tenimento di colpa, ma con grazia, e con larghezza di cuore e non con avarizia, con pietà dei poveri e non con crudeltà, con umiltà e non con superbia, con gratitudine e non con ingratitudine; e li riconoscerà provenienti dal suo Creatore, e non da sé. E con questo medesimo amore ordinato amerà i figli, gli amici i parenti, e ogni altra creatura che ha in sé ragione. E terrà lo stato del matrimonio non disordinato, ma ordinato sì come sacramento, e avrà in reverenza i dì che sono comandati dalla santa Chiesa; starà e vivrà come uomo, e non come animale: e non essendo continente, sarà continente perché sarà continente e ordinata la volontà sua. Questi sarà uno albero fruttifero che produrrà i frutti delle virtù; e sarà odorifero, poiché stando nella puzza, getterà odore; e il seme che uscirà di lui, sarà buono e virtuoso. Sì che vedete che in ogni stato voi potete avere Dio, poiché lo stato non è quello che ce lo toglie, ma solo la cattiva volontà, la quale volontà, essendo posta in amare la menzogna, è disordinata; e con essa volontà corrompe ogni sua opera. Ma se egli ama la verità, segue le vestigia della verità, Per cui odia quello che odia la verità, e ama quello che ama la verità; e allora è buona e perfetta ogni sua opera. In altro modo non gli sarebbe possibile di partecipare la vita della grazia; né alcuna sua opera farebbe frutto di vita. Per cui, non conoscendo io altra via, dissi che io desideravo di vedervi amatore e seguace della verità e spregiatore della bugia: cioè che odiate il demonio padre delle bugie, e la propria sensualità, che segue così-fatto padre; e amiate Cristo Crocifisso, che è via, verità e vita, poiché, chi va per lui, giunge alla luce, e vestesi del lucido vestimento della carità, dove sono fondate tutte le virtù. La quale carità e amore ineffabile, quando è nell'anima, non si chiama contenta allo stato comune, ma desidera d'andare più innanzi. Per cui dalla povertà mentale desidera d'andare a l'attuale, e da la mentale continenza vuole andare all'attuale, per osservare i comandamenti e i consigli di Cristo, cominciandoli a venire a tedio lo fradiciume del mondo. S. Caterina da Siena dott. della Chiesa ATTUALIZZAZIONI (p. Angelo belloni o.p.) “La vita non dipende dal benessere”: Affermazione satura di realismo. Altrimenti i ricchi continuerebbero a vivere indisturbati e solo i poveri morirebbero come le mosche vittime di un destino crudele e beffardo che non ha riservato loro niente di buono. - I viaggi della salvezza per coloro che se lo possono permettere riescono a malapena a prolungare la vita di qualche anno lasciando poi libero corso ad eventi ineluttabili. - Lo spettacolo dei popoli ricchi come gli USA è quello di una civiltà sterminata dal cancro. - Ciò non deve portare necessariamente a scelte radicali come quelle di alcuni santi che hanno lasciato tutto ma ad attribuire ai beni materiali il giusto valore di mezzo e non di fine. - Le scelte radicali hanno come obiettivo di far riflettere sul fatto che i beni materiali sono transitori, illusori, fuorvianti, schiavizzanti e hanno il terribile potere di distogliere dal vero bene dell’uomo . S. Teresa affermava: “Dio solo basta”. - La pace, la serenità, la libertà e la gioia di un cuore non vittima della cupidigia e delle ricchezze è semplicemente stupefacente. Gode di tutto senza possedere nulla perché sa che nulla è suo ma che tutto è di tutti. - L’uso dei beni è quindi sottomesso ad altri valori superiori che sono: la vita dignitosa per sé e la famiglia, una giusta crescita, la condivisione con la famiglia umana nei suoi membri più deboli. Vale sempre la legge dei padri che afferma che ogni eccedenza è di proprietà dei poveri, salva la libertà di dare tutto per amore come la povera vedova. - Il Vangelo dice chiaramente – nei versetti seguenti – di vivere secondo una logica evangelica, in spirito di abbandono e di fiducia al cospetto di Dio: “Cercate innanzitutto il regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta”. E anche: “procuratevi un tesoro sicuro in cielo”. - In questo tempo infestato da bisogni eccessivi e spesso nocivi occorre conservare il senso dell’equilibrio per non trasformare il superfluo in necessario e lo spreco in normalità con grande disprezzo dei fratelli poveri.
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